Gazprom lontano dalle luci persegue la sua politica europea

Spesso citato dai media sia nel bene che nel male, il progetto “Nord Stream-2”, continua.
Il nuovo condotto di 55 miliardi di metri cubi di gas naturale verrà costruito secondo il piano originale, ed il prodotto inizierà a scorrere verso l’Europa a partire dal 2020.

In una forma modificata e plasmata per non “irretire la legislazione europea”, Gazprom rimane l’azionista del cento per cento del progetto, mentre il 50% dei fondi necessari per il completamento dell’opera verrà fornito da giocatori energetici e da vecchi partner commerciali di Gazprom: Uniper (ex Eon), Wintershall, Shell, OMV e Engie Suez & Gaz de France). I partner finanziatori provvederanno circa 4,7 miliardi di euro sotto forma di prestiti, garanzie o altri strumenti finanziari.
Notizie straordinarie? Solo per coloro che non sono interessati all’energia o che, nonostante il fatto che l’energia più economica è quella fornita dalla pipeline esistente, deliberatamente riducono l’importanza strategica di Gazprom alla sicurezza energetica europea, senza notare che prevalgono solo gli interessi strategici. Gazprom e i suoi partner europei fanno già parte dei contratti che attualmente forniscono gas all’Europa, e continueranno a farlo, anche grazie alla nuova “autostrada” che attraverserà il Mare del Nord verso la Germania. Mosca ride, Kyiv aggrotta le sopracciglia e i quattro di Visegrad? Sono inclusi nel gioco?
Gazprom ha messo in piedi un gioco interessante. Nel marzo 2017, la ditta monopolista del gas russo ha acquistato all’asta quasi il 90% del volume di transito di gas di un futuribile UGS transfrontaliero per un condotto che dalla Germania, attraverso la Repubblica Ceca e la Slovacchia arriva in Austria, e poi da lì, scorre in Italia.
Il tempo ci chiarirà come il gas verrà importato in Ungheria, perché Budapest, oltre alle tradizionali vie provenienti dall’Est, ha l’opportunità di ricevere, tramite una pipeline di nuova costruzione, il bene dall’Austria o dalla Slovacchia. In pratica l’Ungheria, dimostrando che in Europa si stanno rimescolando le carte del gas, si troverà nella condizione di poter scegliere se acquistare in Occidente oppure al Nord.
Nel frattempo, Czech Net4 gas e le pipeline slovacche Eustream, per adattarsi ai nuovi requisiti Gazprom ed assicurasi le massime entrate possibili dal transito della “nuova linea”, hanno rivisto i propri contratti. La Slovacchia, per quanto possibile, sarà in grado di giudicare l’affare solo nel momento in cui riceverà i dividendi dalla società Slovenský Plynárenský Priemysel di Eustream, dopo il 2020. Comunque, il successo può già essere considerato tale, perché sotto forma di un “Master Contract”, ci sarà un’estensione dell’accordo già esistente fino al 2028, forse fino al 2050.
La buona notizia per Bratislava è che circa il 50% del consumo di gas proverrà dall’Occidente – via Germania – quindi per l’inverno non dovrà più preoccuparsi se il gas passerà, o non passerà, dai canali di transito ucraini; mentre l’altro 50% verrà fornito da “altri” fornitori occidentali.
I volumi registrati per il “nuovo transito verso ovest” di Eustream forniranno una solida base per il futuro, grazie ai quali la società potrebbe andare ad occupare un posto prominente nella mappa del gas dell’Europa.

E se “l’industria dell’energia e dell’industria slovacca” (EPH) riuscisse a convincere i russi che la pipeline Eastring, che collega i Balcani con Eustream, è d’importanza strategica, allora la Slovacchia potrebbe diventare una delle più importanti centrali del gas in Europa.
Ciò lascia aperta la questione dei costi di transito dopo il 2020 e che vantaggi potrebbero avere i clienti finali europei; ma dato che, a causa del continuo riscaldamento mondiale è facile che si arrivi ad un eccesso di offerta sul mercato europeo, c’è in atto il sostegno per l’energia rinnovabile, esiste la razionalizzazione del consumo e l’arrivo dei nuovi volumi di GNL, è probabile che il prezzo del gas rimanga basso e questo contribuirà a sostenere il mercato dell’energia e la domanda di gas tra i consumatori.

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