Russia: una mina demografica

Alla fine di un pasto non c’è sempre il dolce, ha fatto capire il Fondo Monetario Internazionale dopo aver depositato la relazione conclusiva della sua settimana di visita in Russia.
Nella cosiddetta dichiarazione conclusiva che di solito il Fondo pubblica c’è un’analisi delle principali tendenze dell’economia del paese che è stato “analizzato”. Anche in questo caso, con parole gentili verso la politica economica del governo e della Banca Centrale che tenta di mantenere sotto controllo l’inflazione, gli esperti del Fondo hanno segnalato che in Russia, dopo due anni di recessione, nel 2017 la crescita economica sarà dell’1,4%. Nel capoverso di chiusura, però, hanno riportato due espressioni che, nonostante il linguaggio diplomatico, hanno colpito al cuore l’attuale dibattito russo nel campo economico e sociale.

“La riforma della pensione e l’aumento dell’età pensionabile potrebbero contribuire a mitigare le negative tendenze demografiche del mercato del lavoro”, hanno scritto gli economisti del Fondo Monetario.
A prima vista, potrebbe sembrare un’osservazione innocente, ma sui media russi ha avuto un effetto negativo ed hanno immediatamente attaccato il direttore francese del Fondo.
“Il Fondo monetario internazionale ha inviato alla Russia un suggerimento impopolare: le iniziative di Christine Lagarde potrebbero portare a conflitti sociali”, ha segnalato sulla prima pagina il quotidiano di Mosca “Nezavisimaya Gazeta”. Questo perché, anche se il numero delle regioni russe – inclusa Mosca – stanno già vivendo una carenza di manodopera, a livello politico ogni discussione sul cambiamento dell’età pensionabile, delle pensioni e di finanziamento del sistema sono molto sensibili.
”È evidente che tali misure diventeranno un fattore destabilizzante”, ha riportato sul quotidiano Tatyana Mineeva, il vicepresidente dell’organizzazione dei datori di lavoro, “Lavoro in Russia”.
Vediamo alcuni passaggi russi:
• Dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 il tasso di natalità è sceso drasticamente ed è aumentata la mortalità.
• Nel 1987 il tasso di natalità è aumentato a 2,2 e nel 1999 è sceso a 1,2.
• Tuttavia, nel 1990 è drammaticamente aumentata la mortalità, l’aspettativa di vita media degli uomini è scesa a 57 anni.
• Il moto del diagramma quando le due linee del grafico s’intersecano, è stato battezzato “la croce russa”.
• La stabilità della popolazione deriva solo dall’immigrazione di massa, oggi la popolazione è di 146 milioni di persone. (Fonti: Roskomstat, JP).
Dalla caduta dell’URSS il sistema pensionistico russo ha subito una modesta modernizzazione.
Le donne in Russia possono ritirarsi a 55 anni, l’età pensionabile per gli uomini è di 60 anni. Le pensioni, che principalmente vengono pagate dal bilancio statale, di regola, sono molto basse.
A Mosca, la pensione è di circa 14 mila rubli al mese (ossia circa 225 euro), perché i funzionari della città ci aggiungono un premio, ma fuori dalla capitale la pensione è ancora più bassa, si arriva a circa 9000 rubli (circa 145 euro).
Per quanto riguarda l’età pensionabile, i sostenitori dello status quo sottolineano il fatto che la Russia, se confrontata con la maggior parte dei paesi industrializzati, usa pagare le pensioni con una piccola parte del suo PIL, circa il 3%, rispetto al 10-15% dei paesi come il Giappone, la Francia e l’Italia, secondo la rivista di business “Profile”.
Piccole pensioni significa che milioni di pensionati sono obbligati a lavorare anche dopo aver raggiunto l’ufficiale età pensionabile, tanto che alcuni economisti russi stanno ora proponendo di portarla a 63 anni per le donne e a 65 anni per gli uomini.

Nel programma di sviluppo dell’amministrazione del presidente Vladimir Putin, il liberale economico-riformatore, Alexei Kudrin, ha sollevato argomenti a favore di una tale misura, ed ha anche ricevuto il pieno supporto del Ministero delle Finanze russo; ma gli osservatori economici hanno opinioni molto diverse.
”Come si può portare l’età pensionabile degli uomini a 65 anni, quando l’aspettativa di vita è di 65,9 anni (statistica del 2015?). È davvero necessario lavorare tutta una vita per guadagnarsi una pensione, e poi riceverla per meno di un anno? “, ha commentato Alexei Mikhailov, il direttore della rivista “Profile”.
Un sondaggio di opinione pubblica, condotto alla fine del 2015, dall’Istituto indipendente di ricerca Levada, ha mostrato che solo l’11% degli intervistati potrebbe accettare un graduale aumento dell’età pensionabile, mentre l’81% s’oppone.
Però, contemporaneamente, i sostenitori della riforma della pensione indicano che la Russia deve affrontare il grave problema demografico che richiede un’azione: il tasso di mortalità ancora una volta ha superato il tasso di natalità, specialmente tra gli uomini; e nei prossimi anni il tasso di nascita diminuirà ancora di più. Secondo le informazioni contenute nella relazione della Banca mondiale, la Russia rischia entro il 2050 di vedere “il numero delle risorse per il lavoro diminuite di circa 20 milioni di unità” se non verranno prese decisioni politiche adeguate – ciò corrisponde ad un valore pari ad un quarto di quello occupato attualmente.

“La Russia negli ultimi anni è riuscita a ridurre il tasso di mortalità, ma il problema rimane ancora legato alla bassa percentuale di natalità. Sarebbe stato necessario che “ogni donna avesse partorito almeno un figlio dopo il crollo dell’Unione Sovietica” ha spiegato Aage V. Nielsen, il direttore della società di consulenza Vitus Bering Management di Mosca.
Negli anni ’90 il tasso di natalità in Russia è sceso a 1,2, perché in quel momento c’era una grave crisi economica, e, da allora, la situazione in un certo senso è migliorata; ad esempio nel 2015 la cifra è passata a 1,8, in particolare per la maggiore assistenza del governo alle famiglie con figli.
Mentre l’aspettativa di vita media degli uomini è solo leggermente al di sopra del livello dei 65 anni – ed è ancora un miglioramento significativo rispetto al livello basso di 57 anni degli anni 1990 – si prevede che le donne russe in media vivranno fino ai 77 anni, secondo i dati ufficiali.
Anche se la riduzione della mortalità degli ultimi anni ha contribuito a migliorare l’offerta del mercato del lavoro, la Russia per svolgere le attività non qualificate deve importare milioni di lavoratori migranti, in particolare dagli Stati dell’Asia centrale.
Lo sviluppo della situazione demografica è uno dei tanti fattori che contribuiscono al fatto che la Russia non possa avere in futuro una crescita economica.
”A medio termine, la crescita muterà ad un livello di circa l’1,5% per i “colli di bottiglia” strutturali (ad esempio, demografici e tecnologici), nonché per la prosecuzione della politica delle sanzioni, che limita il potenziale di crescita”, ha concluso il FMI.

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