La collisione di due “populismi”

Sulle reti sociali c’è stata un’invasione scherzosa di immagini di Papa Francesco vicino a Trump e alle sue signore, moglie e figlia, vestite nel diversamente normale e irresistibile humor nero della famiglia Addams. Trump e Bergoglio sembravano parte di un altro mondo.
È accaduto che Francesco e Donald, Bergoglio e Trump, pur senza gettarsi le braccia al collo, abbiano come si dice, interagito con rispetto e persino con grazia, scambiandosi regali simbolici e occhiate da gente di mondo che capisce (sia l’uno che l’altro) chi si ha davanti.

Francesco, oltre che ad un’espressione scura e imbronciata, non ha preannunciato il suo “libro sull’ambiente”, ma ha solo consegnato a Trump l’enciclica “Laudato Si”, che contiene il contrario completo di quello che sostiene e mette in pratica Donald.
Non so se avete letto l’Enciclica – che si trova gratuitamente online – ma tratta di un manifesto, trasparente, chiaro e radicale paradigma contro il mondo economico improntato sullo sfruttamento delle risorse naturali, sui combustibili fossili, sull’eccessivo spreco, e attenzione!  Anche sul grande divario sociale.
Nell’enciclica, il Papa ogni sette righe ci ricorda che questi due fenomeni – lo sfruttamento del pianeta e la disuguaglianza sociale – sono strettamente legati, non solo filosoficamente, ma anche praticamente, politicamente e quotidianamente.
Bergoglio afferma infatti, che il mondo vive di due concetti opposti: uno si basa sull’idea che la natura serve all’uomo, che ha quindi ogni diritto per usarla come vuole; il secondo sostiene la convinzione che l’umanità deve proteggere la natura e curarla, in quanto ne fa parte. Il Papa aggiunge che la dialettica moderna è incarnata nello scontro tra il capitalismo esistente e le altre relazioni economiche, ambientali e in cui l’ecologia del pianeta coinvolge anche l’ambiente sociale: il capitalismo moderno ha creato un sistema in cui il pianeta viene continuamente sfruttato, ecco che allora c’è solo una piccola parte dell’umanità che può godere della sua ricchezza.
Un anno dopo l’enciclica, Francesco è tornato a parlare di ambiente lanciando un inedito, fortissimo messaggio: “Violare la natura è un peccato che va confessato ed espiato”. Il papa ha invitato i cristiani a “un serio esame di coscienza” , che deve tradursi “in atteggiamenti e comportamenti concreti più rispettosi del creato, come ad esempio fare un uso oculato della plastica e della carta, non sprecare acqua, cibo ed energia elettrica, differenziare i rifiuti, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico e condividere un medesimo veicolo tra più persone, e così via”. “Non dobbiamo credere – ha ricordato il Papa – che questi sforzi siano troppo piccoli per migliorare il mondo”. Tali azioni, infatti, “provocano in seno a questa Terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente” e incoraggiano “uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo”

Trump non leggerà mail il testo che gli è stato presentato da Bergoglio, perché il testo è più lungo di un messaggio di Twitter.
Tuttavia, se, come alcuni sostengono, a Roma si sono incontrati “i due leader del populismo”, in questo caso, è chiaro che non tutte le forme di populismo sono uguali.
Poi, alla fine a ciascuno il suo mestiere: Trump erigerà muri anti-invasione e Bergoglio lancerà ponti sugli stretti della Storia; ma ad entrambi dobbiamo un applauso, perché hanno mandato in bestia molta gente con la puzza sotto il naso, che sperava che tra Donald Trump e Papa Francesco scoppiassero scintille con festosi fuochi d’artificio: il papa (per certificato di nascita «buono») e il politico americano (per definizione «cattivo» ma anche burino, cafone, villano e volgare) sembravano per sempre divisi da lingue di fuoco tracciate dallo stesso arcangelo Gabriele, con un lanciafiamme a gasolio. Invece.

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